venerdì 1 maggio 2015

Proverbio/detto ungherese del mese (1025).

Úgy hasonlítanak egymáshoz, mint két tojás, letteralmente “si assomigliano come due uova”. Questo modo di dire ha un equivalente in inglese, “they are as like as two peas in a pod”, usata per indicare due cose o persone molto simili o addirittura uguali tra loro.
È una locuzione poco utilizzata in italiano, ma nota grazie a un film con Stan Laurel e Oliver Hardy (Stanlio e Ollio, in ungh. Stan és Pan). Si tratta de “I figli del deserto” (1933), dove – per nascondersi dalle mogli – si rifugiano in soffitta e preparano un giaciglio di fortuna: “Staremo come due piselli in un baccello”, dice Ollio a Stanlio, come a dire che staranno insieme a proprio agio. È uno slittamento di senso rispetto al modo di dire inglese e magiaro, che invece sottolineano l’affinità tra due persone.
Per avvicinarsi a tale senso, in italiamo abbiamo diversi modi di dire: “sono della stessa stoffa”, “sono dello stesso stampo”, che però si utilizzano anche in senso negativo. Potremmo usare anche l’espressione “essere pappa e ciccia”, “tale e quale” (titolo anche di uno show televisivo di imitazioni) oppure, per gli innamorati, “due cuori una capanna”.
Comunque l’espressione italiana (quasi) equivalente a quella ungherese è “essere culo e camicia”, che allude metaforicamente a una grande familiarità tra due persone, diffusa anche in altri paesi di lingua neolatina: in francese “cul et chemise”; in spagnolo, con un’altra metafora, “ser uña y carne” (essere unghia e carne).