domenica 3 novembre 2013

Proverbio/detto ungherese del mese (1007).



Addig nem úszik a kutya, míg farkát nem éri a víz  (Il cane non nuota finché l’acqua non tocca la sua coda) è il 1007 proverbio ungherese che traduco in italiano.
Corrisponde al nostro “Quando l’acqua arriva alla gola, tutti imparano a nuotare”. Il Giusti, nel suo Dizionario dei proverbi italiani, ne raccoglie anche un più sboccato: “Quando l’acqua tocca il culo s’impara a nuotare”.
Siamo dunque nel campo dei proverbi classificabili sotto la voce “bisogno/necessità”. Altri proverbi italiani analoghi sono: la necessità aguzza l’ingegno; fare di necessità virtù. Gli equivalenti ungheresi (compresi nella mia raccolta) sono rispettivamente: a szükség találékonnyá tesz; a szükségből erényt csinál.
In definitiva, il Giusti rileva che: "Il bisogno fa l'uomo bravo (o ingegnoso).

Insomma, gli uomini avrebbero bisogno di arrivare alle condizioni estreme per dare il meglio di sé.
Lo rilevava già Niccolò Machiavelli (1469-1527): “Gli uomini non operano mai nulla bene, se non per necessità”.
E il politico africano Abba Eban (1915-2002) estendeva l’insegnamento ai popoli: “La storia insegna che gli uomini e le nazioni si comportano saggiamente solo quando hanno esaurito ogni altra alternativa”.
C’è chi però, fraintendendo il rapporto causa/effetto, ha pensato che “mettere” l’uomo in condizioni estreme consente di ottenere il bene. È nato così il motto: “tanto peggio, tanto meglio”, che però s’è rivelato bugiardo e ha causato solo limitazioni (insopportabili) della “libertà di scelta”.