lunedì 1 giugno 2015

Proverbio/detto ungherese del mese (1026)

A pokol útja jó szándékkal van kikövezve, trad. dall'ungherese, “la strada dell'inferno è lastricata con buona intenzione”. Identico al detto italiano “la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni”. In realtà si tratta di un'aforisma che Karl Marx riporta nel saggio L'ideologia tedesca (scritto con Friedrich Engels): “Der Weg zur Hölle ist mit guten Vorsätzen gepflastert, citazione dal libro (pur criticato da Marx) di Max Stirner L'unico e la sua proprietà, dove però al posto di inferno c'è la parola rovina.

Il significato filosofico è variamente interpretabile.
Il senso comune ne dà due principali interpretazioni: 1) non basta l'intenzione per ottenere un buon risultato, poiché spesso intervengono altri fattori che possono addirittura sortire l'effetto contrario a quello desiderato (l'interazione collettiva produce risultati non predeterminabili); 2) spesso le buone intenzioni nascondono fini inconfessabili e a danno di chi ci crede (bisogna guardarsi da chi abusa della credulità popolare).
Insomma, occorre prudenza nel dar credito a chiunque, e valutare dai comportamenti (e dalle relaive conseguenze) più che dalle parole le vere intenzioni di una persona, specie di chi si dice disinteressato” e agisce per il bene comune”.

Reciproco di questo aforisma è quello di François de La Rochefoucauld, secondo il quale invece: Spesso ci vergogneremmo delle nostre più nobili azioni se si potesse vedere da quali motivi sono determinate”. Insomma, la molla di buoni atti risiede a volte in sentimenti negativi.

Carlo Lapucci ci ricorda però (Dizionario dei proverbi italiani, Le Monnier, 2006) un'origine più antica di un'espressione simile: “L'inferno è lastricato di buone intenzioni”, presente nelle Lettere di S.Francesco da Sales, che cita un passo latino di S.Bernardo. Il relativo commento è che è facile manifestare buoni propositi ma è difficile attuarli; oppure, ciò che inizialmente sembrava buono poi si rivela nocivo.

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