sabato 24 maggio 2014

L'ungherese Mundruczó vince a Cannes.

Mundruczó e il cane Hagen
In una delle sezioni dei premi minori di Cannes (Un certain regard) il primo premio, assegnato dalla giuria presieduta dal regista argentino Pablo Trapero, è andato al film White God (Dio Bianco, ungh. Fehér Isten) dell'ungherese Mundruczó Kornél, già premiato nel 2008.

In questo decimo lungometraggio, Mundruczó descrive un mondo apocalittico di perdenti, dove contano i privilegi. Ma alla fine si intravede la speranza di un mondo più giusto e senza ipocrisie.

È la storia, della tredicenne Lili e del suo miglior amico, il cane meticcio Hagen.
In una intervista, Mundruczó sostiene che oggi: “ Il senso di superiorità è diventato il principale privilegio e valore della civilizzazione occidentale ed è divenuto impossibile evitarne l’abuso.
E prosegue: “E’ proprio questo atteggiamento che favorisce l’odio e che crea menzogne e semiverità. Che sembra volere incessantemente addomesticare le minoranze mentre in realtà vuole distruggerle. Che in maniera ipocrita nega le illegalità mostrando di non credere né alla pace sociale né alla possibilità di una coesistenza possibile. Al posto delle minoranze ho voluto scegliere pertanto degli animali come soggetto del mio film, una specie derelitta che è stata una volta amica dell’uomo e che ora è costretta a rivoltarglisi contro pur di far valere la sua esistenza.”

Insomma, il film è una critica alla società in cui viviamo in Europa. Un film che utilizza molti generi, dal melodrammatico al thriller, e che probabilmente avrà un successo internazionale grazie anche al produttore ungherese Andrew G. Vajna, quello di Atto di forza, Terminator 3, Die Hard.

Il premio maggiore, la Palma d'Oro, va a Winter Sleep, film del turco Yuri Bilge Ceylan. C'è un premio anche per l'Italia: il film Le Meraviglie, di Alice Rohrwarcher, si aggiudica il Gran Prix.