mercoledì 1 aprile 2015

Proverbio/detto ungherese del mese (1024).

Itt a húsa, itt a leve, ecco la sua carne, ecco il suo succo”. Questo modo di dire ungherese, il quale significa che ho detto tutto quello che c’era da dire su un argomento e non c’è altro da aggiungere, è analogo all’italiano questo è il succo” della questione.
Rafforza il concetto il termine carne” (hús), che in questo caso potremmo tradurre polpa”, probabilmente perchè questo alimento è spesso la portata principale di un pasto.
Come sulle tavole degli italiani è difficile che manchi il pane (o la pasta), sulle tavole ungheresi il pasto – specie se con invitati – non può prescindere da uno o, spesso, più piatti a base di carne.
Ho già scritto come questa abitudine in Ungheria si riscontra fin dalla colazione, abbondante e dove regnano i salumi (accompagnati da verdure crude).

A questo proposito, il “salame ungherese” che troviamo in Italia non assomiglia, neanche nell’aspetto, al vero salame ungherese (szalámi). Questo è più sottile (lunghezza 30-40 cm), preparato con carne di maiale (1/3 polpa, 1/3 grasso) e di bovino (restante 1/3), e viene miscelato con sale, pepe, paprika (polvere di peperone essiccato) e aglio (pestato e macerato nel vino bianco). Viene affumicato per mezza giornata e stagionato per 3-4 mesi.


La carne torna nel detto: Se hal, se hús, identico al modo di dire italiano “né carne né pesce”. Si dice a proposito di chi non ha un carattere definito o non si sa da che parte stia.

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