mercoledì 8 aprile 2015

Adria-Danubia: 4° festival di storia e cultura.

Le commemorazioni del centenario della prima guerra mondiale sono già iniziate lo scorso anno, anche se l’Italia entrò ufficialmente nel conflitto solo nel 1915, e continueranno fino al 2018.
Un obbligo morale. La memoria collettiva di quel conflitto terribile sconvolse tutta l’Europa e non solo: ne sono testimonaninza i monumenti ai caduti costruiti in ogni comunità (10 milioni di morti e 21 milioni di feriti), che furono aggiornati con i caduti del secondo conflitto mondiale. “Mai più!” si disse e in tal senso nel ’19 sorse la “Società delle Nazioni”, dopo il ’45 sostituita dall’ONU.

Una pregevole iniziativa, in tal senso, è il 4° Festival di storia e cultura, promosso dal Centro Studi Adria-Danubia e la collaborazione di vari enti e associazioni, italiane e ungheresi (in particolare, le università di Szeged e Szombathely). Una tre giorni di conferenze e incontri, che si svolgerà nell’estremo nord-est dell’Italia.
Si comincia venerdì 10 aprile (h. 15) a Gorizia (Istituto di Sociologia Internazionale, via Mazzini n. 13) con il convegno “La guerra degli altri. Italiani e ungheresi di fronte alla Grande Guerra”, in cui si alterneranno cinque relatori: Gizella Nemeth, Stefano Pilotto, Antonio Sciacovelli, Szabó Tibor, Gianluca Volpi.
Sabato 11 (h. 9) ci si sposta a Sistiana dove è la volta del convegno “L’inferno del Carso. Guerra, memoria, letteratura”, in cui si avvicenderanno ben diciassette relatori; oltre ad alcuni della prima giornata, intervengono: Balla Tibor, Aron Coceancig, Aron e Kinga David, Mauro Depetroni, Adriano Papo, Gianluca Pastori, Tatiana Rojc, Marina Rossi, Fulvio e Lorenzo Salimbeni, Sergio Tazzer.
Infine, domenica 12 a Trieste (h. 10.30) lettura di diari e poesie dell’epoca, a cura di Sciacovelli, con un intervento musicale curato dal Collegio del Mondo Unito.