giovedì 11 dicembre 2014

1989:rivoluzione o compromesso?

“La metà orientale del continente europeo ha attraversato nell’ultimo secolo rivolgimenti politici, tensioni sociali e conflitti etnici che ne hanno profondamente deviato e rallentato lo sviluppo. Con il fallimento del sistema di Versailles, gli Stati della regione divennero uno dei teatri principali dell’espansione nazionalsocialista e dello sterminio degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. La vittoria dell’Unione Sovietica portò a una liberazione/occupazione, all’egemonia comunista e alla creazione di un blocco politico, economico e militare rimasto in vita per quasi mezzo secolo. Dopo il biennio rivoluzionario 1989-91, le guerre balcaniche e il difficile cammino dell’integrazione con la UE, i venti Stati postcomunisti e postsovietici si misurano con gravi problemi sociali ed etnici ereditati dal sistema comunista o aggravatisi durante la transizione democratica".

Si tratta di uno stralcio della presentazione di un libro di Stefano Bottini, Un altro Novecento. L’Europa orientale dal 1919 a oggi (Carrocci, 2011).
Aiuta a entrare nell’argomento di un interessante conferenza – “Rivoluzione o compromesso? Il 1989 in Europa centrale” – che si terrà a Venezia il prossimo 18 dicembre (ore 18), presso il Teatro ai Frari (Calle drio l’Archivio, S. Polo 2464/Q).
Bottini (ricercatore a Budapest presso l’Accademia Ungherese delle Scienze, Magyar Tudományos Akadémia) aggiornerà la sua interpretazione sulla storia recente di questa area dell’Europa, la cui integrazione nell’Unione Europea non appare del tutto avvenuta. Inoltre, quale ruolo hanno (avuto) Usa e Russia (ex Urss) negli eventi post-caduta del Muro?
La ricerca storica è indispensabile se, come afferma Moshe Halbertal nel suo ultimo libro Sul sacrificio (Giuntina, 2014, traduzione di R. Volponi), “il passato non è mai un evento concluso; il suo significato continua a svilupparsi e, retroattivamente, cambia in relazione ai nuovi sviluppi”.
Bottini, gode di una posizione privilegiata, potendo avere accesso in Ungheria ad archivi rimasti segreti fino all’89. Ecco perché sarà estremamente interessante ascoltarlo, e porgli domande, in questo appuntamento.

La conferenza è promossa dall’attivissima Associazione Culturale italo-ungherese del Triveneto, in collaborazione con il Consolato Onorario d’Ungheria a Venezia.