mercoledì 1 luglio 2015

Proverbio/detto ungherese del mese (1027).

A legjobb védekezés a támadás, la miglior difesa è l'attacco, in ungherese come in italiano.
Sembrerebbe un consiglio strategico. Forse è un detto di origine cinese: Sun Tzu espone analogo concetto ne L'arte della guerra, dove però avverte che “quando sei inferiore in tutto, se puoi ritirati”. Ma credo che sia male interpretato. Dipende dal contesto, sia in guerra, sia in altri confronti o conflitti collettivi. Ricordo bene come l'Inter si aggiudicò la Champions League nel 2009-10, sconfiggendo in finale il Bayern, ma sopratutto eliminando il Barcellona con una spregiudicata tattica difensiva.

Ma restiamo nel campo delle relazioni interpersonali, verbali (escludiamo quindi la violenza fisica, per difendersi dalla quale servirebbe comunque un impegnativo addestramento).
Pare più consigliabile che una persona colta in fallo riconosca l'errore e cerchi di non ripeterlo. Spesso però avviene che l'orgoglio prevalga sulla ragione, così chi è in torto attacca per non essere criticato: un atteggiamento in mala fede, che non salva neppure l'autostima.
Arthur Schopenhaur, nel breve saggio L'arte di ottenere ragione, illustra 38 stratagemmi e relative contromosse per avere ragione, che la si abbia o no. Purtroppo (dico purtroppo in quanto la verità e la falsità vengono così messi sullo stesso piano), sono tanti coloro che – consapevolmente o meno – utilizzano uno dei modi indicati da Schopenhaur per prevalere nelle discussioni, in particolare politiche o d'affari.
Non ci resta che tenere a mente un aforisma di Dashiell Hammet – “esistono due maniere di pensare a questo mondo: quella che ti porta ad avere ragione nelle discussioni e quella che ti porta a scoprire le cose” – e riuscire a distinguere le persone in base a tali due modi, opposti, di pensare.