sabato 18 luglio 2015

Le parole italiane più conosciute in Ungheria.

Le parole italiane prese in prestito da altre lingue sono circa ventimila (inoltre, ci sono quelle originate dal latino).

Anche la lingua ungherese ne ha prese in prestito parecchie: il libro di Fábián Zsuzsanna e Szabó Gyózó, Dall'Italia all'Ungheria. Parole di origine italiana nella lingua ungherese (Forum edizioni, 2010) ne elenca un migliaio, a testimonianza dei lunghi rapporti culturali tra i due paesi.
Non sempre tali parole conservano stessa grafia, pronuncia o significato (falsi amici).
Inoltre, alcuni prestiti hanno origini particolari. Per es. la parola 'leporello': in ungherese (ma anche in tedesco) significa depliant, pieghevole. Questo perché nel Don Giovanni di Mozart il personaggio Leporello legge al proprio padrone un foglietto piegato a fisarmonica che contiene il catalogo delle sue imprese amorose.

Poi ci sono parole italiane che, pur non diventando prestiti in altre lingue, sono molto conosciute. Qualche anno fa la Società Dante Alighieri ha effettuato un sondaggio nei paesi dell'Unione Europea per verificare le 10 parole italiane più conosciute.
Le parole legate alla gastronomia sono le più note, seguite da quelle relative alla musica: per es. in Lettonia le prime cinque sono: 'sonetto', 'virtuoso', 'chiaroscuro', 'quintetto', 'violino'. Ma anche la scienza e l'economia hanno spazio; per es. in Estonia la parola italiana più conosciuta è 'lotteria'.

Ecco dunque le parole italiane più conosciute negli altri 27 paesi dell'UE, in ordine di notorietà: 
1. pizza
2. cappuccino
3. spaghetti
4. espresso
5. mozzarella
6. tiramisu
7. bravo
8. allegro
9. lasagne
10. risotto.

Ne seguono altre, diffuse dal cinema italiano: lotteria, dolce vita, gondola, paparazzo, gazzetta.

Non saprei se in quest'ordine, ma in Ungheria queste sono parole italiane molto conosciute. Anzi, alcune sono entrate nalla lingua ungherese, come 'pizza', 'bravo', 'capuccino', 'lotto', 'eszpresso' (questa anche modificata in presszó, col significato di caffetteria).
Anche ciao è una parola italiana molto conosciuta e addirittura utilizzata a volte per salutare. Altre parole italiane molto note in Ungheria sono banca, mafia (alla cui diffusione ha contribuito il film Il Padrino) e, naturalmente, amore.

Insomma - come si legge sul sito dell'UE - le lingue sono la ricchezza dell'Europa, e quel che le unisce è molto più di ciò che le divide.