martedì 1 luglio 2014

Proverbio/detto ungherese del mese (1017).

Aki kíváncsi, hamar megöregszik, chi è curioso invecchia presto, secondo gli ungheresi. Lo stesso significato è espresso più esplicitamente, per gli italiani, dal proverbio “Chi si fa i fatti suoi, campa cent’anni”. Anche gli inglesi dicono: Curiosity killed the cat (“la curiosità uccise il gatto”, anche se originariamente il soggetto di tale proverbio era care, preoccupazione, e non curiosity).

Come si concilia questo consiglio di vita con il luogo comune che “l’uomo è curioso per natura?
Già Seneca constatava (De otio) che: “Solemus dicere summum bonum esse secundum natura vivere: natura nos ad utrumque denuit, et contemplazioni rerum et actioni. Quam ob rem navigant quidam et labores peregrinationis longissimae una mercede perpetiuntur cognoscendi aliquid abditum remotumque. Curiosum enim nobis natura ingentium dedit.” (traduzione dal latino: “Siamo soliti dire che il sommo bene è vivere secondo natura: la natura ci ha creati per entrambe queste cose, la contemplazione delle cose e l’azione. Per questo alcuni navigano e sopportano le fatiche di un viaggio lunghissimo per un solo guadagno, di conoscere qualcosa di nascosto e remoto. Infatti la natura ci ha dato un’indole curiosa.”).
Un modo di dire ancora usato è “domandare è lecito, rispondere è cortesia”. Ma spesso ci accorgiamo che, in realtà, “domandare è scortesia”. Cioè, se la relazione interpersonale non è paritaria e intervengono rapporti di potere, chi fa domande scomode ne paga le conseguenze.

Quindi l’uomo è “naturalmente” curioso, ma la società modifica tale indole, frustrandola (la democrazie cerca rimedio a ciò con l’istituzione dell’opposizione parlamentare e con il “quarto potere”: la stampa). Una modifica che è addirittura antropologica, se è vero ciò che ha sostenuto lo psicanalista francese Jacques Lacan: “L’atteggiamento spontaneo di un essere umano è: ‘non voglio saperlo’, una resistenza fondamentale all'accesso di conoscenza”.

Ecco forse la ragione del proverbio del mese. Stare lontano da verità scomode per stare lontano dai guai: interni (è duro accettare verità scomode), esterni (chi vuole preservare il proprio potere farà ritorsioni su chi fa domande scomode).