lunedì 24 marzo 2014

Il “grembo di luce “ di Katinka.



“Spiritualità corporale” è l'ossimoro che mi suggerisce la lettura delle poesie di Borsányi Katinka, dense di religiosità.
Ma, una seconda lettura rivela un codice di rappresentazione che trascende la forma assunta dal suo linguaggio poetico. La figura simbolica di un Dio maschio appare come il centro di gravità che consente di sfuggire alla forza centrifuga della caducità umana, espressa dalla fragilità dell'uomo (anzi, in questo caso, della donna) e dal suo insondabile inconscio.
Un vitale sentimento di mistico eroismo, venato dalla malinconia per le proprie radici: questo percepisco nei versi di Borsányi, che - anche se non appartengono alle mie corde – mi comunicano qualcosa di condiviso.

Ma chi è Borsányi Katinka?
L'ho conosciuta alla commemorazione del 15 marzo ungherese (la rivoluzione del 1848). A Milano, il console Manno István e la parlamantare ungherese Ékes Ilidiko hanno ricordato gli ideali di libertà, che affratellarono italiani e ungheresi. Poi hanno dato prestigiosi riconoscimenti all'avvocato Giovanni Bana e al regista Gilberto Martinelli. Ma prima hanno dato spazio a Borsányi Katinka che, con un'interpretazione piena di pathos, ha letto alcune poesie. È stato naturale per me darle una copia del mio libro di proverbi ungheresi. Pochi giorni dopo mi ha spedito il suo primo libro di poesie: Grembo di luce (Albatros Il Filo, 2011), che commento sopra.
Ho poi scoperto che Borsányi - nata nel '75 a Budapest, laureata in italianistica e studiosa di magiaristica - da quindici anni vive in Italia ed è una promotrice culturale della lingua e della cultura ungheresi in Italia. In ciò la sento vicina, poiché - pur con molta meno competenza - da un anno mi cimento nel ruolo di “mediatore culturale” tra italiani e ungheresi.
Nel 2009 Borsányi ha anche scritto, in ungherese, una sorta di diario sulla sua esperienza italiana, Venétföldi levelek (lettere della terra veneta).
Raramente scrittori o poeti rendono giustizia alle loro opere nella lettura. Invece, Katinka ha rivelato doti interpetative fuori dal comune; mi auguro che il suo messaggio appassionato raggiunga, con la parola scritta ma anche con quella declamata, un pubblico più vasto.