giovedì 9 gennaio 2014

Incontro italo-ungherese a Veszprém.



Paesaggio montano - Masolino da Panicale (1435)
Come anticipato (post del 16 dicembre), incontrerò a Veszprém Paczolay Gyula, il maggior studioso ungherese di proverbi. Nella prestigiosa biblioteca provinciale (Eötvös Károly Megyei Könyvtár), il prossimo 30 gennaio presenterò al pubblico il mio libro bilingue di proverbi ungheresi, Kecskére bízza a káposztát. Ricordo che ho estratto la maggior parte di essi dalle raccolte online di Paczolay (in ungherese e inglese), che ora potrò conoscere e ringraziare direttamente. Pur avendo compiuto 83 anni, Paczolay continua la sua opera di raccolta di proverbi e modi di dire, non solo ungheresi, ed è stato così gentile da inviarmene un nuovo elenco (lo pubblicherò sul blog appena tradotto in italiano).
Grazie all’ospitalità della direttrice della biblioteca pubblica, Pálmann Judit, potrò così interloquire con il noto paremiologo magiaro sulle affinità culturali tra i popoli ungherese e italiano.
La raccolta di proverbi è stato un mezzo per avvicinare gli italiani a lingua e cultura magiare. Questo “incontro di culture e lingue ungheresi e italiane” (A magyar és olasz nyelvek, kultúrák találkozása) è un mezzo per avvicinare gli ungheresi all’Italia e contribuire a rafforzare i legami tra i due popoli.

Veszprém è un’importante meta turistica ungherese, situata nella regione del Transdanubio (Dunántúl) centrale, in posizione privilegiata tra il lago Balaton e i monti della Selva Baconia (Bakonyerdő), sorta di collegamento tra Alpi e Carpazi.
Ha oltre 60mila abitanti ed è capoluogo dell’omonima provincia. Vi hanno sede l’Università Pannonica, una delle più antiche d’Europa, l’Arcivescovado, istituito già nel 1009, e la più antica cattedrale dell’Ungheria, quella di San Michele.
La sua origine è assai remota (ci sono tracce del neolitico); la leggenda vuole che sia stata edificata su sette colli. Veszprém è gemellata con una decina di città, tra cui Portomaggiore (FE).
Una veduta medievale della città ce l’ha data il pittore Masolino da Panicale (1383-1440), che nel 1435 ha affrescato un Paesaggio montano, dove compare Veszprém. Questo primo esempio in Italia di paesaggistica autonoma (senza soggetti religiosi o mitologici) è ancora visibile nel Palazzo Branda a Castiglione Olona (VA).