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lunedì 16 settembre 2013

Italiano per ungheresi



Dopo cinque post sulle possibilità di studiare l’ungherese per gli italiani, eccomi a illustrare sommariamente le possibilità di studiare l’italiano per gli ungheresi.

In Ungheria  si studia l’italiano in varie università  o istituti superiori (Budapest, Debrecen, Nyíregyháza, Pécs, Piliscsaba., Szeged), e inoltre in alcuni licei e nella scuola di base (elementari e medie), come a Budapest, Pécs, Szeged.
Ci sono anche corsi di italiano extrauniversitari, come quelli dell’Istituto Italiano di Cultura (Budapest), organizzati nella sua prestigiosa sede (un antico palazzo neo-rinascimentale in centro - affacciato sul Museo nazionale - dal 1867 al 1902 sede del parlamento ungherese).
A “tutelare e diffondere la lingua italiana nel mondo” ci pensa anche la Società Dante Alighieri, che ha una sede anche a Budapest presso il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere dell’Università degli studi Eötvös Loránd (ELTE).
Esiste anche un portale ungherese, olaszportal, con link a risorse per chi vuole imparare la lingua italiana.

L’editoria ungherese è ricca di libri sull’italiano. Ho già segnalato un facile testo con esercizi:

-         Király Rudolf, Tanuljunk kögyorsan olaszul! (G&A Kiadó, 1997)

Segnalo anche un dizionario tematico figurato:

- Iker Bertalan – Szendrő Borbála, Olasz-magyar módszertani tematikus képes szótár (Szultán Nyelvkönyvek Kiadó, 2007)

Aggiungo uno dei migliori libri ancora in circolazione:

-         Herczeg Gyula, Olasz leíró nyelvtan (Terra, 1991)

L’editore ungherese Klett ha stampato vari manuali sulla lingua italiana dell’editore tedesco PONS; tratti dai libri di questo editore, si trovano in Youtube – in ungherese – diverse lezioni di italiano per principianti (pons olaszkezdőknek).

Anche il web è ricco di risorse. Ad esempio in sulinet.hu, in questa pagina alla voce Olasz, si trovano molti esercizi d’italiano a cura di Szirmay Krisztina dell’ELTE.

In Italia si svolgono da molte parti corsi di italiano (olasz nyelvtanfolyam) per stranieri, a cura di Comuni e associazioni socio-culturali.
Ecco una delle grammatiche più chiare e ordinate:

-         Marcello Sensini, La grammatica della lingua italiana (Mondadori, 1999)

Come ausilio specifico, segnalo il corso di italiano “Espresso” (Alma Edizioni), con un libro di grammatica ed esercizi, indirizzato a studenti ungheresi (livello base). Sul relativo sito si trova un’anteprima, con utili esercizi. Può essere un valido ausilio anche per gli italiani che si avvicinano all’ungherese.
Infine, segnalo un portale italiano, Icon, promosso da 19 università italiane per promuovere e diffondere tra gli stranieri la lingua e la cultura dell'Italia attraverso tecnologie telematiche e specifiche iniziative didattiche (con risorse gratuite per gli iscritti al corso di laurea).

lunedì 29 luglio 2013

Magyarul 4: risorse online, poche in italiano.

Siamo alla 4° tappa dedicata a chi vorrebbe imparare la lingua ungherese (le prime tre, il 16 e 30 giugno, e il 15 luglio).

Apprendere una lingua significa imparare a pensare come un’altra persona, conoscere altri punti di vista e schemi mentali diversi; insomma, aprire la propria mente.

L’Unione Europea ha 28 stati membri. L’ungherese è una delle 24 lingue ufficiali dell’UE (le altre sono: bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese/gaelico, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco), ed è parlata da quasi 15 milioni di persone.
Se i popoli europei vogliono conoscersi culturalmente e socialmente, aumentare gli scambi commerciali, avere una politica comune, in ogni Paese dell’UE dovrebbero esserci persone in grado di parlare una seconda lingua. Purtroppo, la conoscenza delle altre lingue – cioè dell’identità culturale di un altro popolo – riceve una scarsa attenzione in Italia.

Anche il web, potenzialmente infinito, ha scarse risorse dedicate all’apprendimento della lingua ungherese da parte di un italiano.
Lo si può verificare dalla sitografia che ho prodotto, dove le maggiori risorse sono in altre lingue (ho selezionato l’inglese), anziché in italiano.
Comunque, ce n’è abbastanza per cominciare a conoscere l’originale e bella lingua ungherese: “musicale”, secondo, tra gli altri, la Principessa Sissi e il musicista brasiliano Chico Buarque.

lunedì 15 luglio 2013

Magyarul 3: allarme università italiane.



Terza tappa del viaggio tra le possibilità di studiare la lingua magiara (magyarul).

L’interesse per l’ungherese in Italia risale addirittura al XVI secolo, nel Collegio Ugro-Illirico di Bologna. Ma bisogna aspettare la metà dell’Ottocento - con le rivoluzioni dal 1848 in poi, che accomunarono nell’indipendentismo italiani e ungheresi - per assistere a un diffuso interesse per la lingua e la letteratura magiara.

Nel secolo successivo, tra le due guerre mondiali, si sviluppano relazioni bilaterali tra Italia e Ungheria per l’insegnamento delle lingue nei rispettivi Paesi. Nel 1927 è fondata l’Accademia d’Ungheria a Roma e inizia l’insegnamento della lingua  e della letteratura ungherese all’Università la Sapienza.

L’”età dell’oro” per lo sviluppo dell’insegnamento universitario dell’ungherese in Italia - secondo Péter Sárközy, docente alla Sapienza di Roma – è il periodo 1986-1996.
Nel 1986 viene fondata l’unica rivista di filologia ungherese in Italia, Rivista di Studi Ungheresi (RSU). Nel 1989 nasce il centro interuniversitario per gli studi ungheresi in Italia (CISUI, poi CISUECO, con l’allargamento alle altre lingue dell’Est Europa), un organismo che vede l’adesione delle università di Bologna, Firenze, Roma, Padova, Napoli, Pavia, Torino, Udine, Venezia, Trieste, e successivamente anche di quelle di L’Aquila, Lecce, Viterbo (nel Consiglio Direttivo anche la Statale di Milano). Nel 2000, anche per la crisi finanziaria delle università, alla Sapienza si forma il Centro Studi Ungheresi, che affianca la RSU nella promozione della magiaristica italiana.
Le riforme governative degli ultimi anni e i tagli dei fondi hanno compromesso l’operatività del Cisueco e hanno ridotto l’offerta formativa linguistica, concentratasi su inglese e spagnolo a scapito delle “piccole” lingue dell’Est Europa.
Attualmente le cattedre di lingua e letteratura ungherese sono sei (Bologna, Firenze, Napoli, Padova, Roma, Udine), anche se sul sito del Ministero risultano solo quattro docenti ordinari: Corradi a Bologna, Di Francesco a Napoli, Ruspanti a Udine, Sárközy a Roma. Nel tempo sono state soppresse altre cattedre, come Milano, Bari e Torino (in qualche università restano dei corsi d’ungherese, come terza lingua).
Altre possibilità di seguire corsi d’ungherese sono: l’Accademia d’Ungheria di Roma, l’Università Popolare di Firenze, l’Associazione culturale italo-ungherese dell’Emilia Romagna a Bologna (qui anche per i bambini), l’Associazione Culturale Italoungherese Vergerio di Duino-Aurisina in provincia di Trieste.
Infine, è possibile naturalmente seguire tali corsi in Ungheria: la più antica scuola di lingua e cultura ungherese è l’Università estiva di Dedrecen (con succursale a Budapest), che organizza corsi intensivi di 2-4 settimane in estate e di 2 settimane in inverno.
La situazione universitaria italiana, già allarmante, lo è ancor più per la magiaristica italiana, che vede in attività solo una ventina di persone: un terzo non di ruolo. Inoltre, presto alcuni docenti compiranno l’età pensionabile di 70 anni (anche se di recente la Consulta ha bocciato la riforma su tale obbligo, consentendo il prolungamento di 2 anni). C’è il concreto rischio di estinzione di cattedre e corsi di lingua e letteratura ungherese, trascinate nella crisi dal più generale crollo di immatricolazioni nelle facoltà umanistiche: meno 25% negli ultimi vent’anni in Italia.

I due precedenti POST sull’argomento sono del 16 e 30 giugno ‘13

-         lingua ungherese: docenti e ricercatori in Italia

domenica 30 giugno 2013

Magyarul 2: editoria ungherese attenta.

Continua il viaggio dedicato a chi desidera studiare l’ungherese (magyarul) in Italia.
Dopo la 1° tappa (il 16 giugno), dedicata all'editoria italiana, questa riguarda l’editoria ungherese, più attenta di quella italiana ai testi ungherese-italiano.
Naturalmente, le librerie ungheresi sono ben fornite di testi per apprendere la propria lingua. Anche in questo caso – come per l’editoria italiana – ho prodotto una bibliografia, che però non ha pretesa di completezza. Mi sono limitato ai testi sulla lingua ungherese utilizzati nelle università italiane e a qualche testo più semplice.
Come ho accennato nel precedente post, il libro di testo più diffuso in Italia è il Manuale della lingua ungherese di Pál Fábián (1970). Necessiterebbe di un aggiornamento, anche per tener conto degli americanismi che – nel frattempo – hanno invaso l’ungherese, fenomeno che Fábián cercò di arginare col “movimento per la difesa della lingua ungherese” (Nyelvművelő mozgalom).
Altri libri di testo importanti sono quelli di Durst (2005), Erdos-Prileszky (2010), Hegedus (2004), Hlavacska (2002), Korchamaros (2007).
Meno impegnativi, anche se non meno rigorosi, i testi di Fábián e Gheno (2003 e 1986) sulle locuzioni e i modi di dire della lingua italiana - un utile ausilio all’apprendimento dell’ungherese - oppure il sintetico testo di grammatica della Német (1997).

Segnalo anche due libri ungheresi sulla lingua italiana (non sono gli unici), reversibili nell’uso, cioè utilizzabili anche dagli italiani:
·        AA.VV., Vigyázz, olasz! (Grimm, 2006)
·        Király Rudolf, Tanuljunk kögyorsan olaszul! (G&A Kiadó, 1997)
Il primo è una raccolta di espressioni e frasi fatte del linguaggio verbale utilizzato nella vita quotidiana (parolacce comprese).
Il secondo è un facile testo per apprendere l’italiano partendo da esercizi in ungherese.

Per procurarsi i libri ungheresi, oltre che nelle librerie online, suggerisco ... l’Ungheria.
Budapest è piena di librerie e si raggiunge in aereo (da Milano in un’ora e mezza), spendendo anche solo 20 euro (A/R!) con un volo low cost. Gli ungheresi dicono: meg éri!, “ne vale la pena!”.

domenica 16 giugno 2013

Lingua ungherese: editoria italiana misera.

Quali possibilità ha un italiano di studiare l’ungherese?
Per rispondere a questa domanda, posterò vari argomenti: editoria in Italia e in Ungheria, risorse online, corsi universitari e non, riviste.

Cominciamo dalla situazione dell’editoria italiana.  
Il panorama è desolante. Persino nelle grandi librerie è difficile trovare qualcosa sulla lingua ungherese (mentre nelle librerie in Ungheria è facile imbattersi in libri d’italiano).
Da internet ho raccolto tutti i testi pubblicati in Italia dal dopoguerra (bibliografia).
Sono 39 in tutto (qualcosa sarà sfuggita), in parte introvabili. Una miseria.
Oltre due terzi sono grammatiche o dizionari (solo per turisti, nessuno di grande formato).
Circa un terzo sono testi bilingue, di letteratura varia, cui aggiungere gli almanacchi dell’Osservatorio letterario (Edizioni O.L.F.A. di Ferrara) di cui scriverò nel post dedicato alle riviste.

Gli editori non rischiano. Zanichelli ha pubblicato una serie di mini-dizionari e aveva previsto anche “il mini di ungherese”; ha rinunciato perché si aspetta poche vendite e c’è una gran crisi. Nel novembre 2012 a Milano si è svolto un interessante convegno: I rapporti tra Italia e Ungheria dal Medioevo a oggi; non si trova un editore disposto a pubblicarne gli atti.
Insomma, chi vuole imparare l’ungherese come autodidatta ha pochissimo da leggere o ascoltare.
In pratica, solo due testi di formato ridotto, utilizzati anche nelle università: la Grammatica ungherese di Alexandra Foresto (cm 10,5x16,5, 238 pp, Vallardi, 2007); il Dizionario compatto ungherese-italiano, italiano-ungherese di Zsuzsanna Fábián e Júlia Vásárhelyi (cm 13x18, 408 pp, Zanichelli, 2003).
L’anno scorso è uscita una Guida alla lingua ungherese di Paolo Driussi (Franco Angeli, 2012), ma è un testo per utenti già esperti o studenti universitari.
Sono disponibili testi universitari? Sì, ma solo di editori ungheresi (!), difficili da reperire. Il più diffuso è il Manuale della lingua ungherese di Pál Fábián (Tankönyvkiadó,1970).  Fábián, scomparso nel 2008, ha insegnato anche all’Università di Padova ed è considerato il “difensore della lingua ungherese”.

Ci sono corsi d’ungherese per italiani su Pc, scaricabili da Internet o con DVD?
Ho trovato solo questi tre:
·        Imparare-lingue.eu, diversi livelli di corso di ungherese (viaggio, base e avanzato, bambini, tecnico), anche in versione per Pocket PC o Smartphone;
·        linguashop, a pacchetti (audiolibro MP3 per principianti, grammatica, esercizi);
·        Magyarul. Imparare l’ungherse 1+2 (Strokes International), livello “principianti” e “intermedio”.
Tali corsi sono in ordine crescente di prezzo, ogni fornitore fornisce tutto il pacchetto o solo parti di esso. In ogni caso servono strumenti ausiliari: una buona grammatica, un ottimo dizionario (le edizioni ungheresi sono migliori).

Un altro modo di avvicinarsi alla lingua è  quello di leggere testi bilingue. Ne ho trovati undici, in genere poesie o racconti. Il più recente, e facile, è il mio Affida il cavolo alla capra. 1001 proverbi e detti ungheresi, pubblicato in self-publishing (cioè a mie spese), che è anche una mini-guida alla lingua ungherese. Il prossimo mese dovrebbe uscire l’antologia bilingue Fioretti della prosa antica ungherese di Péter Sárközy (Sapienza Università editrice, 2013), che insegna all’Università di Roma.

Infine, una curiosità: la prima Grammatica ungherese ad uso degl’ italiani fu scritta dal canonico ungherese Zsigmond Deáki (De Romanis, 1827). Qui è scaricabile la copia digitale dell’originale (Google Ricerca Libri). Nabu Press l’ha ristampata nel 2011.