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mercoledì 1 aprile 2015

Proverbio/detto ungherese del mese (1024).

Itt a húsa, itt a leve, ecco la sua carne, ecco il suo succo”. Questo modo di dire ungherese, il quale significa che ho detto tutto quello che c’era da dire su un argomento e non c’è altro da aggiungere, è analogo all’italiano questo è il succo” della questione.
Rafforza il concetto il termine carne” (hús), che in questo caso potremmo tradurre polpa”, probabilmente perchè questo alimento è spesso la portata principale di un pasto.
Come sulle tavole degli italiani è difficile che manchi il pane (o la pasta), sulle tavole ungheresi il pasto – specie se con invitati – non può prescindere da uno o, spesso, più piatti a base di carne.
Ho già scritto come questa abitudine in Ungheria si riscontra fin dalla colazione, abbondante e dove regnano i salumi (accompagnati da verdure crude).

A questo proposito, il “salame ungherese” che troviamo in Italia non assomiglia, neanche nell’aspetto, al vero salame ungherese (szalámi). Questo è più sottile (lunghezza 30-40 cm), preparato con carne di maiale (1/3 polpa, 1/3 grasso) e di bovino (restante 1/3), e viene miscelato con sale, pepe, paprika (polvere di peperone essiccato) e aglio (pestato e macerato nel vino bianco). Viene affumicato per mezza giornata e stagionato per 3-4 mesi.


La carne torna nel detto: Se hal, se hús, identico al modo di dire italiano “né carne né pesce”. Si dice a proposito di chi non ha un carattere definito o non si sa da che parte stia.

lunedì 14 luglio 2014

Ungheria: il Paese delle zuppe.

borsó leves 
L’Italia, si sa, è il Paese della pasta. Sia perché gli italiani ne mangiano in quantità (spesso questo primo piatto è anche l’unico), sia perché la cucinano nel modo migliore e con innumerevoli ricette.

Invece, l’Ungheria è il Paese delle zuppe (Magyarország, a levesek országa). Lo dicono gli stessi ungheresi, che come primo piatto hanno spesso in tavola una delle loro zuppe.
Nel 2013 a Budapest c’è stato il primo Festival della Zuppa a Budapest (Budai Levesfesztivál), alla scoperta delle diverse zuppe magiare.
La più famosa è il gulasch, conosciuta così, col nome tedesco. È la “zuppa del madriano” (ungh. gulyás leves, pronunciato “gu-iash”), di cui esistono varie versioni. È una minestra brodosa, dalla lunga cottura, con pezzi di carne di vitello, cipolle, patate e l’immancabile paprika (v. post del 17 febbraio). Un piatto molto saporito della cucina povera dei mandriani: quando accompagnavano la mandria (gulya) nei lunghi viaggi di trasferimento dalla prateria ungherese (Puszta) ai mercati occidentali, cuocere all’aperto questa zuppa in un gran paiolo (bogrács) era il naturale compimento della giornata.
In alcune versioni, si aggiunge anche pasta: piccoli gnocchetti di farina e uova (csipetke).
Nei ristoranti italiani l’ho trovata anche in versione asciutta. Ma è un errore: non si tratta di gulyás, bensì dell’ungherese pörkölt (lett. “tostato”, “abbruciacchiato”), cioè di uno spezzatino. Anche in tal caso, si può accompagnare a pasta, piccoli gnocchetti chiamati nokedli (ma è una denominazione di origine tedesca; per gli ungheresi è galuska).

Altre zuppe diffuse sono: borsó leves (zuppa di piselli); tyúk húsleves (brodo di gallina); babgulyás (zuppa del mandriano ai fagioli); gyümölcskrémleves (zuppa cremosa di frutta), pikáns lenceleves (zuppa piccante di lenticchie); tárkonyos setéraguleves (zuppa di maiale al dragoncello); halászlé (zuppa di pesce); gombaleves (minestra di funghi); tojás leves  o lebbencs leves (minestra all’uovo), che è basata su una pasta all’uovo costituita da una sfoglia tagliata a rettangoli (lebbencs). Infine, segnalo la hideg meggyleves (zuppa di amarene), ottima fredda d’estate.

Alcune note di traduzione. Leves è traducibile come minestra, zuppa (verdura) o brodo (carne). è traducibile come brodo, sugo, guazzetto, ma più frequentemente come succo (es. narancs , succo d’arancia).