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lunedì 19 ottobre 2015

Ungheria ’56 (Ruspanti)


Il 23 ottobre (rivoluzione del 1956) è una delle più importanti feste nazionali ungheresi, assieme al 15 marzo (rivoluzione del 1848) e al 20 agosto (incoronazione di Stefano I, fondatore dello stato magiaro). Ma anche la più controversa. Forse è un periodo ancora troppo vicino per un'analisi storica corretta, condivisa da tutti.

Fino al 1989 il regime socialista definiva gli eventi del '56 una “controrivoluzione”, pur ammettendo gli errori del precedente periodo stalinista che sarebbbero stati corretti. Ma dopo la caduta del muro, la giusta rivalutazione di quella rivoluzione fallita è stata anche strumentalizzata per colpevolizzare qualsiasi politica sociale.

Roberto Ruspanti ci aiuta a comprendere quegli eventi con un breve ma intenso saggio presentato a un convegno a Udine nel marzo di quest'anno. Il saggio è scaricabile per intero.

La sua lettura è ricca di informazioni sul prima e sul dopo la rivolta di Budapest del '56, di cui cade il 60° anniversario il prossimo anno.

Inoltre, oggi a Roma, il CISUECO diretto da Ruspanti invita tutti gli interessati alla proiezione del film su Imre Nagy (ore 17 all'Univ. ROMA TRE, aula 18 pt, via Ostiense, 234).



domenica 7 giugno 2015

Italiani in convegno a Budapest.

Budapest, Accademia delle scienze
Più volte ho scritto del Cisueco, il Centro interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale, attivo da trent'anni in Italia. In giugno è in trasferta a Budapest.

Il 9 giugno, all'Istituto italiano di cultura (Budapesti Olasz Kultúritezet, Bródy S. u. 8, ore 18), musica ungherese e liriche ungheresi dedicate all'Italia. È la riproposizione dell'analoga iniziativa svoltasi a Venezia poco tempo fa (v. post 17 maggio '15): il magiarista, nonché direttore del Cisueco, Roberto Ruspanti e l'attrice Nyári Szilvia leggono poesie dalla raccolta L'Italia vista dai poeti ungheresi (Rubettino, 2014), accompagnati dalla pianista Annie Corrado.

Chi anticipa di due ore l'arrivo al bel palazzo che ospita l'IIC (ore 16), potrà partecipare a un evento legato all'Expo: la degustazione di Chianti classico con Giuseppe Mazzocolin, viticoltore toscano, e lo chef Graziano Cattaneo per mini degustazione di ricette tipiche. Attenzione, però: l'incontro è riservato ai soci del “Club degli Amici dell'Istituto” (potete iscrivervi) e serve la prenotazione.

L'11-12 giugno, presso l'Accademia ungherese delle scienze (Magyar Tudományos Akadémia, Széchenyi I. tér, 9), c'è il convegno “All’ombra della Grande Guerra. Incroci fra Italia e Ungheria: storia, letteratura, cultura” (A Nagy Háború arnyékában. Kereszteződések Olaszország és Magyaroszág között). Si tratta di un evento rilevante sulla I guerra mondiale, che vide Italia e Ungheria contrapposte, e che oggi vede collaborare Cisueco e MTA.
Prevista la partecipazione di venti relatori, metà italiani e metà ungheresi. Gli studiosi italiani li ho già citati (v. post del 24 febbraio '15), dimenticando però Carla Corradi Musi e Giulio D'Angelo; ecco quelli ungheresi: Bertényi jr. Iván, Bognár Katalin, Csaplár-Degovics Krisztián, Frenyó Zoltán, Frivaldszky János, Hörcher Ferenc, Madarász Imre, Turbucz Dávid, Turgonyi Zoltán, oltre all'italo-ungherese Beatrice Töttössy.

domenica 17 maggio 2015

Poesia ungherese (per l'Italia) a Venezia.

Che meraviglia è l'Italia!” (Gyönyörű is az az Olaszország!) esclama il poeta ungherese Jókai Mór nella poesia Dio è uno” (Egy az Isten).
Citazioni dell'Ungheria in opere letterarie italiane sono rare, anche se di rango: Dante, Ariosto ecc.
Più frequente la presenza dell'Italia nella letteratura ungherese.

Roberto Ruspanti, docente di ungherese nonché scrittore, ha avuto l'originale idea di raccogliere in un libro le poesie ungheresi che parlano del Bel Paese, in particolare delle città: Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Siena, Trieste, Venezia…
Per la presentazione del libro bilingue Il cielo d'Italia si rispecchiò nelle acque del Danubio. L'Italia vista dai poeti ungheresi (Rubettino, 2014) è stata prevista un'occasione speciale dall'Associazione Culturale italo-ungherese del Triveneto e dal Consolato d'Ungheria di Venezia (col patrocinio dell'Ambasciata d'Ungheria di Roma e del CISUECO).
A Venezia il 22 maggio (h. 18), presso il prestigioso Circolo Ufficiali Esercito (Riva Schiavoni 4142), è in programma un recital letterario con accompagnamento musicale della pianista Annie Corrado, che eseguirà musiche di Bartók, Ligeti e Liszt.
Al termine, i partecipanti potranno degustare salumi ungheresi (Pick) e vini italiani (Fèlsina). Ingresso libero, ma è gradita la prenotazione (0415239408).
Tra le poesie che verranno lette, anche una dello stesso Ruspanti, Cara Ungheria” (Draga Magyarország): apprezzamento degli italiani per i magiari.

lunedì 9 marzo 2015

Storia dell’Ungheria.

Nella partizione sinistra dello stemma d’Ungheria (Magyarorsázg címere), sormontato dalla corona di Santo Stefano, quattro fasce d’argento simboleggiano i fiumi principali (Duna, Tisza, Dráva, Száva), alternate a strisce rosse che rappresentano il sangue sparso in guerra; nella partizione destra sono simboleggiati le montagne principali (Tátra, Fátra,Mátra), da cui s’innalza la doppia croce apostolica”.
L’Ungheria è stato uno dei regni più longevi dell’Europa: oltre un millennio. Eppure della sua storia, specie quella precedente, restano diversi punti oscuri.

Ci aiuta ad orientarci, con una pregevole sintesi storica, il prof. Roberto Ruspanti, docente di lingua e letteratura ungherese all’università di Udine (nonché direttore del Cisueco, Centro interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale), che ringrazio per la gentile concessione alla pubblicazione su questo blog.

Si tratta del testo della conferenza “Il lungo percorso dei Magiari verso e dentro l’Europa” che il prof. Ruspanti ha tenuto a Udine lo scorso 11 febbraio, nell’ambito del progetto scientifico-didattico “L’Ungheria è vicina” (v. post dell’11 febbrai ‘15), che prevede otto incontri pubblici da febbraio a maggio e anche un mini corso di base per conscere la lingua ungherese.

Chi era Fra’ Giuliano (Julianus barát) e dov’era la mitica Magna Hungaria? Cosa s’intende per “Grande Ungheria “ (Nagy-Magyarország)? Queste e altre domande troveranno risposte, anche se resta avvolta nel mistero l’origine remota della patri magiara.

martedì 24 febbraio 2015

Il Cisueco e gli studi ungheresi.

Il Centro interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale (CISUECO) è nato 30 anni fa, presso l’università La Sapienza di Roma, come CISUI (Centro interuniversitario di Studi Ungheresi in Italia) per promuovere e gestire studi su lingua, letteratura e storia di Ungheria e altri paesi dell’Europa centrale e orientale.
Ha attraversato periodi di intensa attività e altri di ristagno, anche a causa della scarsità di risorse universitaria. Dal settembre 2014 ne è diventato direttore il prof. Roberto Ruspanti, docente a Udine, e si nota una certa ripresa.

Il Cisueco patrocina la presentazione a Udine, mercoledì 25 febbraio (h. 17.30, auditorium Palazzo Garzolini), del volume Imre Nagy. Un ungherese comunista (Mondadori, 2014) di Romano Pietrosanti. Oltre all’autore del libro  (di cui ho già scritto nel post del 14 gennaio per la presentazione a Padova) e al direttore del Cisueco, all’evento parteciperà anche lo storico Gianluca Volpi.

Un’altra iniziativa, di notevole rilievo, che Cisueco ha in programma con la collaborazione dell’università ungherese MTA BTK FI (l’istituto di filosofia dell’Accademia Ungherese delle Scienze), sarà il convegno All’ombra della Grande Guerra. Incroci fra Italia e Ungheria: storia, letteratura, cultura” (A Nagy Háború arnyékában. Kereszteződések Olaszország és Magyaroszág között).

Si svolgerà a Budapest (11-12 giugno ’15) e presenterà le relazioni di 20 studiosi, la metà ungheresi e la metà italiani: Amedeo Di Francesco (Napoli), Pasquale Fornaro (Messina), Cinzia Franchi (Padova), Alessandro Gallo (Venezia), Francesco Guida (Roma), Vito Paoletić (Udine), Roberto Ruspanti (Udine), Beatrice Töttössy (Firenze), Gianluca Volpi (Udine).

mercoledì 11 febbraio 2015

L’Ungheria è vicina!

Pastori ungheresi (Théodore Valerio)
Tradizionalmente il Triveneto è stata l’area italiana che ha avuto rapporti più frequenti e continui con l’Ungheria, innanzitutto per motivi geopolitici: tale territorio è stato parte dell’Impero Austro-Ungarico fino alla fine della I guerra mondiale (senza dimenticare, in altre epoche storiche, i legami con la Toscana e con l’Emilia-Romagna).

Nell’università di Udine c’è una delle poche (purtroppo) cattedre di lingua e letteratura ungherese.
I relativi docenti, Roberto Ruspanti e Paolo Driussi, hanno promosso l’interessante progetto L’Ungheria è vicina!”,  una serie di incontri tra febbraio e maggio 2015 per far conoscere meglio agli italiani questo Paese di cui si parla poco, ma cui ci legano stretti e antichi rapporti.

Dopo la presentazione del 27 gennaio (“Tutto quello che merita sapere dell’Ungheria, ma non viene mai detto”), ci saranno 8 incontri che offriranno una panoramica generale sull’Ungheria e sul popolo magiaro (storia, geografia, letteratura, socio-economia). Gli incontri (ore 17.30-19.30; 11 e 18 febbraio, 11 e 18 marzo, 15 e 29 aprile, 6 e 13 maggio) si svolgeranno a Udine presso la Sala Florio in vicolo Florio.
Inoltre, settimanalmente, la lettrice madrelingua Katalin Kiss, proporrà l’ungherese in mille parole: un corso base di lingua per comprendere e usare espressioni di uso quotidiano o per le necessità di chi viaggia.

Il progetto è promosso dall’Università degli studi di Udine, con il patrocinio del Cisueco (Centro interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale). Speriamo che questo esempio venga seguito da altre università italiane!