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lunedì 13 gennaio 2014

Anno nuovo, nuova edizione proverbi ungheresi.



“...sia il lavoro che la pubblicazione sono storici e tutti noi – ungheresi e italiani – dobbiamo esprimere un profondo ringraziamento e gratitudine...”
(Melinda Tamás-Tarr Bonani, Osservatorio Letterario)

Lo scopo della mia raccolta di proverbi e detti ungheresi Affida il cavolo alla capra. 1001 detti e proverbi ungheresi (Kecskére bízza akáposztát. 1001 magyar közmondás és szólás) – è divulgativo: un ausilio agli italiani per parlare l’ungherese, ma anche per parlare “all’ungherese”, conoscendo e usando modi dire e proverbi magiari. Ma il libro è anche un contributo per gli ungheresi (più numerosi) che vogliono parlare “all’italiana”. Una curiosità filologica, se si vuole, ma soprattutto – spero – uno dei fili per tessere legami tra i due popoli.

Ho cominciato per diletto e passione. Poi, grazie a guide competenti, ho visto crescere la qualità di questa piccola ma significativa opera: l’unica raccolta del genere finora pubblicata in Italia.
È stato un percorso difficile.
Gli editori italiani non mi sembrano avere ambizioni culturali al di fuori del sicuramente e immediatamente profittevole.
Gli studi accademici, il cui ruolo è indispensabile per salvaguardare lingua e cultura, a volte mi appaiono rinchiusi in torri d’avorio.
Così, per pubblicare e diffondere il libro bilingue di proverbi ungheresi, ho dovuto ricorrere all’auto-pubblicazione (self-publishing) e alla promozione fai-da-te (presenza a eventi, incontri pubblici, blog), accollandomi i relativi oneri.

È stato un percorso gratificante: un continuo apprendimento per me e un attenzione crescente al di là delle aspettative (v. manifestazioni d’interesse).
E così, anno nuovo, vita nuova.
È uscita infatti la 3° edizione del libro, rivista e corretta (gli errata-corrige di ciascuna edizione sono disponibili nella pagina dedicata al libro su questo blog).
Bene la diffusione del libro (oltre 350 copie), che si può acquistare in oltre mille librerie e nei principali bookstore online (€ 9,90, ma spesso il prezzo è scontato).
E bene il blog. Oltre ai 32 Paesi già elencati (post 10 novembre), le visualizzazioni sono arrivate anche da Slovacchia (Szlovákia), Nigeria (Nigéria) e Vietnam (Vietnam), sfiorando 5mila contatti in otto mesi di esistenza.
Il viaggio continua...

A motivare ulteriormente questo blog, arriva l’opinione dell’Economist, secondo cui le persone che parlano due lingue sono più flessibili perché possono applicare strategie diverse di pensiero (v. Anna Maria Testa su Internazionale del 17 dicembre 2013).
E il britannico Telegraph (19 giugno 2013) elenca 7 vantaggi del bilinguismo: più intelligenti; capacità multitasking; minor rischio di Alzheimer e demenza; migliore memoria; più percettivi; migliore capacità decisionale; miglioramento nella propria lingua.

giovedì 9 gennaio 2014

Incontro italo-ungherese a Veszprém.



Paesaggio montano - Masolino da Panicale (1435)
Come anticipato (post del 16 dicembre), incontrerò a Veszprém Paczolay Gyula, il maggior studioso ungherese di proverbi. Nella prestigiosa biblioteca provinciale (Eötvös Károly Megyei Könyvtár), il prossimo 30 gennaio presenterò al pubblico il mio libro bilingue di proverbi ungheresi, Kecskére bízza a káposztát. Ricordo che ho estratto la maggior parte di essi dalle raccolte online di Paczolay (in ungherese e inglese), che ora potrò conoscere e ringraziare direttamente. Pur avendo compiuto 83 anni, Paczolay continua la sua opera di raccolta di proverbi e modi di dire, non solo ungheresi, ed è stato così gentile da inviarmene un nuovo elenco (lo pubblicherò sul blog appena tradotto in italiano).
Grazie all’ospitalità della direttrice della biblioteca pubblica, Pálmann Judit, potrò così interloquire con il noto paremiologo magiaro sulle affinità culturali tra i popoli ungherese e italiano.
La raccolta di proverbi è stato un mezzo per avvicinare gli italiani a lingua e cultura magiare. Questo “incontro di culture e lingue ungheresi e italiane” (A magyar és olasz nyelvek, kultúrák találkozása) è un mezzo per avvicinare gli ungheresi all’Italia e contribuire a rafforzare i legami tra i due popoli.

Veszprém è un’importante meta turistica ungherese, situata nella regione del Transdanubio (Dunántúl) centrale, in posizione privilegiata tra il lago Balaton e i monti della Selva Baconia (Bakonyerdő), sorta di collegamento tra Alpi e Carpazi.
Ha oltre 60mila abitanti ed è capoluogo dell’omonima provincia. Vi hanno sede l’Università Pannonica, una delle più antiche d’Europa, l’Arcivescovado, istituito già nel 1009, e la più antica cattedrale dell’Ungheria, quella di San Michele.
La sua origine è assai remota (ci sono tracce del neolitico); la leggenda vuole che sia stata edificata su sette colli. Veszprém è gemellata con una decina di città, tra cui Portomaggiore (FE).
Una veduta medievale della città ce l’ha data il pittore Masolino da Panicale (1383-1440), che nel 1435 ha affrescato un Paesaggio montano, dove compare Veszprém. Questo primo esempio in Italia di paesaggistica autonoma (senza soggetti religiosi o mitologici) è ancora visibile nel Palazzo Branda a Castiglione Olona (VA).