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lunedì 13 aprile 2015

Paczolay: nuovo ambasciatore d’Ungheria.

Come segnalato,  è tempo di avvicendamenti nei corpi consolari ungheresi nel mondo, anche in Italia. (v. post 6 novembre ‘14).
Il Magyarország főkonzulátusa (consolato generale d’Ungheria) di Milano ha già visto un’avvicendamento (v. post del 9 marzo ’15): Timaffy Judit Vilma è subentrata a Manno István.

Successivamente a Roma, alla Magyarország Nagykövetsége ( Ambasciata d’Ungheria), Balla János è stato sostituito dal dr. Paczolay Péter, già presidente della Corte Costituzionale ungherese.

Lo scorso 23 marzo a Budapest, Paczolay ha incontrato membri della Camera di Commercio – in particolare il presidente del Dipartimento italiano, Németh Miklós, e il co-presidente, Alessandro Stricca – per parlare dei rapporti economici Ungheria-Italia.
È emerso il positivo andamento del PIL ungherese, dopo anni di crisi: +3,2% nel 2014 e un aumento medio previsto nel prossimo quadriennio del 2,6%. Inoltre, l’Ungheria sarà destinataria di 34 milardi di euro provenienti dai fondi strutturali dell’UE.
Per l’Italia l’Ungheria, attraversata da quattro corridoi paneuropei, può essere il varco principale per il commercio con il Centro Est Europa: un bacino di 500 milioni di consumatori. Uno dei settori dove si prevede un incremento degli scambi commerciali italo-ungheresi è quello agroalimentare.

lunedì 9 marzo 2015

“Giuriamo che non saremo più schiavi”.

Il prossimo 15 marzo è il 167° anniversario della rivoluzione del 1848-49, quando gli ungheresi si ribellarono agli austriaci e proclamarono la repubblica.
Assieme alla ricorrenza dell’incoronazione di re Stefano (20 agosto), è la festività più sentita e più condivisa dagli ungheresi.
Il poeta nazionale ungherese, Petöfi Sándor (1823-1849), il 15 marzo 1848 incitò la folla raccolta davanti al Museo Nazionale di Budapest, leggendo la sua poesia “Canto Nazionale” (Nemzeti Dal). Scoppiarono i moti di indipendenza. Pochi giorni dopo, ecco “le cinque giornate di Milano”.
Un mese prima lo stesso Petöfi, favorevolmente impressionato dai moti siciliani, scrisse un ode all’Italia, dove chiedeva aiuto al popolo italiano in nome del “Dio della Libertà”.

Nemzeti dal
Talpra magyar, hí a haza!
Itt az idő, most vagy soha!
Rabok legyünk, vagy szabadok?
Ez a kérdés, válasszatok! -
A magyarok istenére
Esküszünk,
Esküszünk, hogy rabok tovább
Nem leszünk!

Rabok voltunk mostanáig,
Kárhozottak ősapáink,
Kik szabadon éltek-haltak,
Szolgaföldben nem nyughatnak.
A magyarok istenére
Esküszünk,
Esküszünk, hogy rabok tovább
Nem leszünk!

Sehonnai bitang ember,
Ki most, ha kell, halni nem mer,
Kinek drágább rongy élete,
Mint a haza becsülete.
A magyarok istenére
Esküszünk,
Esküszünk, hogy rabok tovább
Nem leszünk!

Fényesebb a láncnál a kard,
Jobban ékesíti a kart,
És mi mégis láncot hordunk!
Ide veled, régi kardunk!
A magyarok istenére
Esküszünk,
Esküszünk, hogy rabok tovább
Nem leszünk!

A magyar név megint szép lesz,
Méltó régi nagy hiréhez;
Mit rákentek a századok,
Lemossuk a gyalázatot!
A magyarok istenére
Esküszünk,
Esküszünk, hogy rabok tovább
Nem leszünk!

Hol sírjaink domborulnak,
Unokáink leborulnak,
És áldó imádság mellett
Mondják el szent neveinket.
A magyarok istenére
Esküszünk,
Esküszünk, hogy rabok tovább
Nem leszünk!
Petöfi Sándor (marzo 1848)

La spada brilla più della catena:
S’addice meglio al braccio
Noi invece portiamo catene.
A noi dunque la spada gloriosa.
Per il Dio, per il Dio dei magiari,
Giuriamo
Giuriamo
Che noi non saremo più schiavi!
(trad. della 4° strofa a cura di Sárközy Péter)

Anche gli ungheresi in Italia festeggiano tale anniversario.
A Padova, domenica 15 marzo (ore 12, Chiesa di S. Stefano Re d’Ungheria) Mons. Németh László officierà una messa con l’accompagnamento musicale di Lóczi Klára.
Seguirà un pranzo presso il Patronato della stessa chiesa (prenotazioni presso il Consolato d’Ungheria a Venezia).

A Milano, sabato 14 marzo (ore 12, Pinacoteca Ambrosiana) si svolgerà una commemorazione ufficiale dei moti di indipendenza 1848-49. Sarà presente il nuovo Console generale di Ungheria, Timaffy Judit Vilma (in passato, console ungherese in Nicaragua).